Abbiamo parlato dei pronomi su linkedin tempo fa, ma molte persone che seguono il blog ci chiedono lumi sui pronomi per rivolgersi alle persone non binarie.
E’ importante sfatare alcuni miti…

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pronomi non binary

Non tutte le persone non binary chiedono il genere grammaticale neutro

Ci sono persone non binary, non poche, che preferiscono il maschile, e indicano il neutro solo come seconda scelta, oppure il contrario: il femminile come prima scelta e il neutro come seconda.
Poi ci sono persone che preferiscono il neutro, e danno un genere grammaticale “binario” come seconda scelta, solo per risolvere il problema pratico del doversi scontrare con una lingua neolatina e priva di neutro

Chi vuole il they potrebbe non volere il “loro”

Anche se “loro” sembra tradurre “they”, alcune persone non binary non amano che si usi il loro. Indicano il “they” come simbolo del fatto che desiderano che ci si rivolga loro con il neutro, per quanto possibile.

Esistono strategie per evitare maschile e femminile

Ci sono modi migliori per evitare l’uso di lui/lei: ad esempio pronunciando il nome della perosna. “Per chi è la pizza capricciosa?” “per Alex” (invece di “per lui” o di “per lei”). Si possono usare verbi che hanno “avere” come ausiliare e non “essere”, quindi che non richiedano la declinazione dei participi passati. Insomma, le strategie sono molte, se c’è interesse.

Con che vocale concludere gli aggettivi?

Per la comunicazione orale, abbiamo la u o la scevà.
Per lo scritto, abbiamo l’asterisco o il 3.
Queste soluzioni riguardano sia il rivolgersi ad una persona non binary, sia ad una persona di cui non si conosce il genere, sia ad una pluratità che contiene persone di più generi diversi.

Alcune soluzioni di “nuovi” pronomi

Leslie Feinberg aveva proposto alcuni pronomi, come hir. Altri ne sono stati proposti negli anni. Vediamone una panoramica.

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