Progetto Genderqueer - Cultura Transgender Non Med e Non Binary

Dal 2009, blog non binary, sulla realtà transgender non med, enby e queer, sugli orientamenti non binari, e sull'antibinarismo di genere.

Biografia

Nathan, attivista transgender e non binary, l’autore e ideatore del Progetto Genderqueer, è il fondatore del movimento “transgender non med” italiano, che comprende tutte le persone di identità di genere non conformi, non binary, e/o non interessate alla medicalizzazione del corpo.

E’ stato presidente del Circolo Culturale TBGL Harvey Milk Milano dal 2010 al 2018 e, da gennaio 2018, è il presidente onorario del Circolo Alessandro Rizzo Lari. E’ uno dei fondatori della rivista LGBT “Il Simposio”.

E’ autore di alcune opere di saggistica a tema “identità di genere”, e ha partecipato, con Laura Caruso, ad una raccolta di racconti di autori LGBT, con due racconti didattici:  “Fare colazione tra le nuvole” e “Due cuori e un’apocalisse zombie”.

Scrive per alcune riviste di settore, tra cui ValigiaBlu, Pride Magazine, Neg.Zone (i ragazzi di “non è Grindr) ed Orione, IlSublimista, e per il blog del Fatto Quotidiano (Wake Up London).

Si occupa di Formazione presso la Scuola, Diversity & Inclusion, Empowerment, Tutoring, Digital e Personal Branding, ed Orientamento delle persone LGBT.

Nel dettaglio…

Infanzia ed adolescenza

Nato nel 1984, nel capoluogo siciliano, passa buona parte dell’infanzia e l’adolescenza in provincia, dove sviluppa alcuni degli interessi che correderanno la sua esperienza professionale e di attivismo: il disegno (sia ritratti che vignette satiriche, un’ottima arma contro il bullismo subìto), la fotografia, la cultura geek/nerd (fumetti, manga, videogiochi, giochi di ruolo, supereroi), l’informatica (creazione di spazi web già negli anni 90), la fantascienza (fantapolitica, paradossi temporali, catastrofico, cyberpunk, steampunk) e il cinema, giornalismo (interviste, recensioni cinematografiche, saggistica contro gli stereotipi di genere sulla rivista del liceo).

 

Gli anni universitari

Nel 2002, diplomato a pieni voti al liceo scientifico, si trasferisce a Milano, dove 5 anni dopo prende la laurea Magistrale in Architettura e Società e si abilita nell’Albo degli Architetti Sezione A (Senior).

Studia basso elettrico in un’Accademia di Musica Moderna (Cemm), e si esibisce per dieci anni nei locali di musica dal vivo lombardi, incidendo alcuni album (Rock, Hard Rock, Blues, Metal, Pop).

Apre un forum su temi sociologici dedicato a temi di attualità, politica, etica, spiritualità e alle affettività/identità alternative chiamato “Hair Rock Cafè”, che segue dal 2003 al 2009.

Durante gli anni universitari fa esperienze teatrali e radiofoniche in ateneo e, per coltivare l’interesse per il doppiaggio, studia al Centro Teatro Attivo.

La presidenza del Circolo Milk, l’apertura di Progetto Genderqueer e la co-fondazione della rivista Simposio

Nel 2009, dopo la partecipazione al Genova Pride nazionale, inizia il suo progetto di attivista con l’apertura di Progetto Genderqueer, blog dedicato ai percorsi transgender non canonici, alle identità di genere non conformi, agli orientamenti sessuali non binari e alla critica a ruoli e stereotipi di genere (il più antico blog in lingua italiana su questi temi).

Sempre nel 2009 inizia a fare attivismo presso il Circolo Culturale Harvey Milk di Milano, di cui diventa presidente nel 2010, rimanendolo fino al 2018. Dallo stesso anno ne è presidente onorario (il circolo ha cambiato nome in Circolo Culturale TBIGL Alessandro Rizzo Lari in onore dello storico vicepresidente, noto politico e giornalista gay milanese, prematuramente scomparso a 39 anni).

Nel 2010, insieme all’attivista pansessuale Leonardo Meda, organizza la storica fiaccolata contro l’omotransfobia dedicata a Marcella di Folco “E io non ho paura”.

Viene invitato come relatore da diverse associazioni, come il Delos di Vicenza e La Scala di Giacobbe di Pinerolo per discutere dei temi trattati dal blog: in particolare i percorsi transgender non medicalizzati.

Nel 2011 inizia un’esperienza nella Consulta Milanese per la Laicità delle Istituzioni, fino al 2017, e negli stessi anni studia approfonditamente religioni, filosofie e correnti spirituali. Crede nel dialogo inter-laico tra diverse culture.

Studia anche la storia del pensiero ateo, laico e anticlericale (trovando interessanti l’apateismo, il deismo, e l’ignosticismo), ed i filosofi liberali (Locke, Stuart Mill, Rousseau, Montesquieu, Toqueville) e l’anarcoindividualismo (Max Stirner), tramite i testi della sua libreria personale. In quegli anni si avvicina ai Radicali di Milano, che frequenta con l’amico Alessandro Rizzo Lari.

Dal 2013 la sua attività di vignettista (iniziata già per il blog Progetto Genderqueer), si estende ad alcune riviste, tra cui Occultum Lapidem e l’Osservatore Pastafariano.

Nell’aprile 2014 fonda, insieme a Danilo Ruocco, Enrico Proserpio e Alessandro Rizzo, la rivista a tematica LGBT  “Il Simposio” che, dopo la morte di Alessandro, e dopo l’edizione monografica dedicata alla sua memoria, viene diretta dal Erica Gazzoldi e diventa l’unica rivista LGBT cartacea in Italia. Nathan partecipa tuttora come saggista, vignettista, scrittore di racconti didattici e fotografo/copertinista.

Nel 2015 si dedica in particolare alla sensibilizzazione di aziende e multinazionali sul tema “transgender e professione“, collaborando con Unar, Diversità Lavoro, e Parks.

Dopo la morte di Alessandro, decide di non ricandidarsi alla presidenza del Circolo e si dedica interamente, insieme a Marco D’Aloi, al calendario culturale progettato e non portato a termine da Alessandro Rizzo Lari a causa della prematura scomparsa.

Collabora con varie testate online a tema LGBT e scrive sull’enciclopedia online Wikipink.Si occupa dei temi d’attualità relativi a ruolo ed identità di genere. Ha fondato un progetto di fotografia artistica chiamato ArtNathomy.

L’impegno sul tema specifico “transgender”, e contro la corrente terf/gender critical

Nel 2017 entra nel Coordinamento Attivisti Transgender Lombardia insieme a Laura Caruso, Monica Romano, Antonia Monopoli, Gabriele Belli e Gianmarco Negri, e sottoscrive un Comunicato Stampa in cui il coordinamento prende le distanza dal trend “cybertrans” dell’attivismo mosso da influencer e persone senza volto e cognome.

Lo stesso anno, con Monica Romano, fonda all’interno del Circolo TBIGL Alessandro Rizzo Lari il progetto “Transgenerità – Cultura e Autocoscienza” a cui poi si aggiungerà Laura Caruso.

Dal 2018 si occupa del problema del “negazionismo dell’identità di genere” ad opera del movimento Terf.

E’ stato correlatore di Daniela Danna in un dibattito sul tema dei minori transgender e questioning.

L’attivismo specifico sul tema delle persone transgender “non med”

In aprile del 2018 dà luce al primo evento in Italia relativo alla condizione transgender non med, e parla sul Palco del Milano Pride, come rappresentanza T,  in relazione alla condizione Trangender Non Med.

Nel 2019 fonda un gruppo di riflessione interamente dedicato alle persone genderqueer, non binary e transgender non medicalizzate, all’interno del Circolo Rizzo Lari, che ha l’obiettivo di produrre materiale informativo da divulgare in contesti lavorativi e sanitari in relazione alla condizione non med e a quella non binary.

A settembre del 2019, allo scopo di creare socializzazione e scambio di idee, fonda il progetto “No-Passing Pride – aperitivi non med e non binary“, promosso dal Circolo Rizzo Lari e dal blog Progetto Genderqueer

Nel 2020 scrive due racconti didattici: “Fare colazione tra le nuvole” e “Due cuori e un’apocalisse zombie” in una collana di autori ed autrici LGBT, tra cui Laura Caruso, che ha come curatrice Erica Gazzoldi. Il primo racconto parla di identità di genere, in un contesto onirico e fantascientifico, e il secondo, ambientato in uno scenario post-apocalittico, parla con ironia (è un racconto destinato ai e alle teenager) della condizione transgender non med. 

Dal 2020 scrive anche per la storica rivista Pride Magazine e, dal 2021 su Orione, ValigiaBlu, IlSublimista, Neg.Zone, ed è relatore presso associazioni, circoli, realtà partitiche, sul tema della 

Formazione e Diversity & Inclusion

Si occupa di Empowerment, Personal e Digital Branding, Orientamento e Tutoring della popolazione dei lavoratori LGBT, e di Diversity & Inclusion aziendale, oltre che di Formazione su temi LGBT nella Scuola.

Attività professionale esterna al tema LGBT

Scrive per diverse case editrici di architettura e inerenti alla computer grafica, modellazione 3D, render, software libero, come Blender Magazine.
Ha fondato uno studio dedicato alla formazione per adulti e per studenti delle scuole superiori e universitari.
Insegna metodo di studio, discipline scientifiche, logica per test d’ingresso e concorsi, e materie inerenti all’architettura: topografia, scienze delle costruzioni, disegno tecnico, storia dell’arte, modellazione e rendering, tutoraggio per tesi d’architettura, relazioni di tirocinio e portfolio efficaci.

Qui trovate tutte le esperienze come relatore

Qui tutte le esperienze come autore, e le interviste rilasciate

30 thoughts on “Biografia

  1. Bravo, Nathaniel!
    Una vita intensamente vissuta, sempre in continuo sviluppo, eclettico e attivo come pochi.
    Buon viaggio!

  2. Ecco un altro poliedrico essere! cavolo! la tua vita è un melting pot incredibile. Molte cose opposte dentro lo stesso calderone. Ma la domanda nasce spontanea: “perchè?” Tutto questo cercare, discutere, provare a dividere, unire, capire,…vai alle radici e poi torni tra le nuvole, poi di nuovo giù e poi su, sembra un inseguimento verso qualcosa, una corsa a perdifiato verso cosa? Qui si leggono tutte le cose che hai fatto, ma tu chi sei? Essere e fare sono due cose diverse 🙂

    1. Ragionevoli le osservazioni di Amleta.
      Io mi trattengo essendo tendenzialmente troppo critico e non mi va di indispettire l’altro, sto imparando a tacere. Questo significa che ad un presunto trionfo della verità, preferisco l’armonia degli affetti, un segno di vecchiaia ma anche di saggezza.
      C’è, in Nathanael grande talento e voglia di fare. Fa bene ad esercitarlo in tutte le direzioni, specialmente nell’adolescenza e nella prima età adulta, perchè questo è il periodo migliore per formarsi.
      Dirò che è quello che dovremmo fare tutti ma non ne siamo capaci o siamo troppo pigri per farlo, io in particolare.
      Gli ultimi aggiornamenti del profilo sembrano tendere a impegni più mirati.
      Nathanael cerca di conciliare l’impegno professionale con quello sociale, orientato ad un cambiamento radicale della società in direzione dell’accettazione di ogni orientamento sessuale. Compito immane, che richiederà molti decenni.
      Le multinazionali hanno il cuore nel denaro e questo, paradossalmente, potrebbe facilitare il compito a Nathanael, è come se gli dicessero:
      “Fai pure quello che ti pare, giovanotto, basta che non m’intacchi il malloppo e, se ciò mi dovesse portare a maggiori guadagni o ad una più alta produttività, ti daremo pure una mano”.

      1. Anch’io ho fatto moltissime cose da adolescente o da giovanissima, ed è vero, è un periodo fertile per le migliori cose. Ma leggendo tutti i tuoi post e i tuoi articoli, interessanti, rimane un punto interrogativo su di te. Questo intendevo, perchè tu parli di molti argomenti ma c’è poco di te stesso, a parte la tua ricca biografia. Non voglio essere indiscreta ma siccome parli di identità, di cose molto intime anche, poi non si legge niente di veramente tuo, nel senso vissuto da te in prima persona. All’inizio quando sono venuta qui pensavo di leggere di esperienze tue, fatte da te, ma poi ho visto che era come aprire un saggio su certi temi e mancava la parte principale, cioè tu, manchi tu. Questa è la mia impressione, dettata dalla mia curiosità per te perchè sembri una persona molto interessante. Ma fai parlare troppo la tua testa e poco il tuo cuore 🙂

      2. Mica è un diario di Bridget Jones. È un forum di saggistica poi cmq se hai facebook possiamo parlare li.

      3. No, non sono su facebook, nemmeno su whatsapp. Sono solo su Google PLus, Amleta Bloom, se vuoi parlare. VA bene, allora visto che è solo un blog di saggistica ok, la mia impressione era stara sbagliata. Credevo di trovarci una parte di te e invece non c’è. Hai scelto questo tipo di blog e sono fatti tuoi. Io ho solo detto che mi mancava una parte ma visto che è un saggio capisco allora questa mancanza. Scusa se ho argomentato sul contenuto.

      4. Io sono pubblicamente attivista da dieci anni ma non farei mai un blog personale. Purtroppo il pubblico non aspetta altro che ricamare sui nostri fatti privati. Comunque sul blog trovi una mia intervista molto dettagliata di alcuni anni fa

      1. Gli architetti non possono contraddirsi, altrimenti, chi le tiene su le loro costruzioni?
        Vedi Fuksas, sembra aver costruito una nuvola, ma sotto c’è tutto l’acciaio destinato alla terza metro di Roma, che gli ingegneri non riescono più a trovare. 🙂

      2. Non sei contraddittorio, ho scritto “poliedrico” cioè capace di fare molte cose di diverso tipo. Se leggi il mio profilo c’è scritta la stessa cosa.

      3. Grazie del tuo contatto, ma come ti ho detto in un altro commento, io non sono su facebook…..

      1. dai! era detto in senso ironico, anzi, ti ho detto poliedrico come lo sono io 🙂 te la sei presa forse?

  3. E’ un professionista giovane e affermato, assai dotato intellettualmente e artisticamente, come architetto, e in mille altri aspetti della sua iperattiva vita. Come tale è alla ricerca di più d’una meta.
    Tutto questo per lui è normale; ma c’è una contropartita: difficilmente troverà un partner che stia dietro a tutte le sfaccettature della sua complessa personalità.
    Ma questo è un mio punto di vista, solo lui può conoscere realmente il suo valore.

  4. Mi sembra la realtà dei fatti, io non c’entro.
    E un fatto statistico, chi sta nella media dei caratteri si prende, chi eccelle in un senso o nell’altro trova difficoltà; poi può anche adattarsi ma non è felice.
    Lo dico anche in base all’esperienza personale.
    Potrebbe piacermi qualcuno, ma più che desiderarlo non posso, perchè è diversi gradini sopra di me. Viceversa, potrei scegliere una persona semplice, da aiutare magari e non avrei difficoltà a farmi accettare.
    In questo senso lo dicevo.
    Poi, mi ricordo, dal tuo sito di Facebook, qualche anno fa, qualcuno ti lasciò e fu una giornata nera per te, perchè non te l’aspettavi proprio.
    In questi casi a volte il sentimento non c’entra, è l’amor proprio che viene ferito, vale sopratutto per l’uomo, il quale diventa stalker perchè non accetta di essere stato lasciato, un puntiglio, ma la cosa è più complessa comunque.
    Esiste anche l’invidia: sei bravo e ti odiano, nel lavoro, proprio per questo. In coppia l’uomo può non accettare la superiorità della donna, caso frequente e scoppiano litigi. La separazione è inevitabile.
    Chi sceglie di dedicare la vita agli altri di solito è credente. Il suo vero compenso è nell’aldilà, ma la gratitudine di chi si aiuta vale molto come spinta a continuare; quando manca c’è Dio che tiene conto anche di questo. Il laico sostituisce Dio con gli ideali e lo studio della natura e della psiche umana, che dà spiegazione di un comportamento che non ci si aspetta.
    Comunque, converrai che, chi si scopre di un diverso genere non ha vita facile a trovare un compagno, per questo i siti di incontri diventano indispensabili, se non vuoi spendere una vita a cercare.

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