Voglio rompere un tabù: dire che c’è permeabilità tra il mondo di chi si riconosce con identità non femminile, essendo “afab”, e chi invece trova la sua identità come donna maschile.
Non c’è un muro tra queste due subculture, anzi ci sono continui passaggi.
tomboy butch non med non binary

Come accettarsi esteticamente

Spesso vedo alcune lesbiche butch, stone butch, etc etc (che sono anche gender critical), non fisicamente tanto diverse da un ftm non med o da una persona non binary afab, anzi talvolta ancora più maschili nell’espressione di genere, attaccare i percorsi “ftm” privi di passing.
C’è un accanimento e un’insistenza al fatto che la persona inizi gli ormoni, altrimenti non verrà considerata trans, verrà misgenderata, verrà usato il deadname. A volte anche verrà canzonata in quanto esteticamente meno virile delle butch.
Vedo, quindi, un accanimento di alcune lesbiche butch politicizzate e “gender critical” verso le persone afab di identità non femminile (non binary o uomini T) e senza passing (non med o non in ormoni.
Penso ci sia qualcosa dietro, di cui non è politicamente corretto parlare.
Come già detto, non c’è un “muro” tra butch/tomboy e non med/non binary. E’ possibile che ALCUNE persone che hanno fatto un duro lavoro, nei decenni passati, per accettarsi come “butch” (“non mi sento a mio agio come donna, ma “butch” invece è una casa), se nate oggi si sarebbero definite non med o non binary.
Penso che per alcune persone il punto di arrivo “butch” sia stato anche causato dal fatto che, allora, definirsi “uomo” era molto legato due fattori:
la modifica del corpo (che magari loro non desideravano, per motivi politici o per la delusione per i risultati), e l’identità binaria (e il loro capire di non essere “uomo” al cento per cento doveva per forza significare che erano solo “un altro tipo di donna”).
C’è un altro elemento. Un tempo “butch” era l’unica categoria intermedia tra donna “gender conforming” e “uomo”. Ma aveva un prerequisito: il lesbismo. Lo spiega bene Leslie Feinberg, nel descriversi “transgender” a metà tra “butch” ed “ftm”, tra lesbica e uomo etero. Oggi, invece, non binary e non med possono contenere anche persone attratte da uomini, o bi/pansessuali.
Il fatto che ora non med (uomo senza prendere testosterone) e non binary (né uomo né donna, identitariamente) siano opzioni, credo dia molto fastidio, e quindi muova queste “stone butch” (come abbiamo detto fin dall’inizio, quelle di loro che sono GENDER CRITICAL), verso il folle tentativo di arrestare questo fenomeno identitario, stopparlo, azzopparlo, rendere impossibile l’identificatore in queste “nuove” (nuove?) categorie (nuove??? forse più antiche del percorso canonico), e questo può essere fatto, non so, cercando di escluderle dalla Legge Zan, oppure, ad esempio, cercando di impedire una riforma della 164/82.
Questo accade quando la mancanza di introspezione e autoanalisi diventa “politica”, con risultati disastrosi, perché si odia nell’altro una parte di noi che ci siamo dimenticati di avere…