Le persone transgender e non binary sono le uniche (o quasi) a ricevere contemporaneamente forme di misandria e di misoginia.
Si, ho usato una parola “tabù”, ma me ne frego, perché era nel mio vocabolario politico da ben prima che il femminismo diventasse così protagonista dell’attivismo LGBT.
Mi spiego….

Transmisandria

Quando una persona (spesso una donna di alcune correnti femministe, ma non solo) insulta un ftm per la sua identità di genere, rinfacciandogli un privilegio, criticandolo per il suo percorso, e considerandolo un traditore, sta provando “odio” per la sua identità di genere, e sta quindi praticando “trans-misandria“, quella particolare “misandria” che colpisce però gli uomini transgender.
C’è molta malafede ad attribuire un privilegio ad un uomo ftm, soprattutto se non ha il passing, i documenti al maschile, e i privilegi che sono rivolti agli uomini biologicamente maschi. Persino un ftm ormai rettificato e col passing non merita che gli sia attribuito questo privilegio, visto che ha vissuto una vita intera senza averlo.

Misoginia

Quando invece un uomo gay (ma anche alcune donne transmedicaliste etero e binarie) fa battute sulla vagina di un ftm, oppure lo vuole zittire politicamente, sta praticando verso di lui “misoginia“, non tanto per quello che un ftm è (un uomo) ma per come chi esercita la misoginia vede l’ftm (una femmina E QUINDI una donna).
Trans-misoginia, invece, indica la misoginia rivolta alle donne trans, quindi non è il caso di usarla se si parla di un ftm.