Tomboy: il suo significato, LGBT e non.

Tomboy è un termine che descrive una ragazza (o una donna) che si distacca dal ruolo e dall’espressione di genere femminile. Non ha accezione negativa e può descrivere persone di tutte le età, e di tutti gli orientamenti sessuali e romantici.
In italiano, potrebbe essere tradotto con “maschiaccio”, ma quest’ultima parola si lega a qualcosa di dispregiativo.
Interessante questo film francese sull’argomento, del 2011, che tocca l’argomento dell’essere Tomboy nella pre-adolecenza.
Consigliamo fortemente di vederlo in DVD.

 

Leggi anche:

Tomboy, Butch, Non Med, Non Binary: come vivere serenamente la permeabilità tra queste soggettività

Il significato di Tomboy e il suo legame col mondo LGBT

 

Post semiserio: un po’ di “frociologia” for dummies

Cari amici,
questo post vuole essere volutamente semiserio.
Ero in treno, di ritorno dal lavoro, un anno fa, quando sono entrato in contatto con questo articolo:
Cercasi butch astenersi tomboy“. Era un articolo che spiegava la sottile differenza tra infiniti tipi di lesbiche dicendo che “solo le donne hanno tutte queste sottocategorie mentre esse non sono presenti nell’universo gay maschile”.
In realtà non è vero. Le sottocategorie sono presenti anche nel mondo gay maschile.

Tomboy meaning: cosa sono le lesbiche tomboy e altri “tipi” di lesbica.

Nel mondo delle donne lesbiche, le categorie di applicazioni come Wapa e altri luoghi di incontro femminile sono:

Butch

Lesbica mascolina, mei modi e nell’estetica. Spesso è una mascolinità di un certo tipo, un maschile “operaio”, o meglio “camionista”. Non è il maschile del professore di filosofia in pensione. Butch è anche una filosofia di vita: misurarsi con gli uomini etero, essere alla mano con tutti, bere e fumare, avere piercing e soprattutto tatuaggi, corteggiare le donne in modo eteronormativo, con tanto di cavalleria.

Soft Butch

E’ una categoria che si sovrappone con Tomboy, che però è rivolto anche donne non lesbiche. Sono donne mascoline ma non esageratamente.

Tomboy

Ragazza maschiaccia spesso dal fisico snello, ambiguo ed androgino. Molto amanta da un certo tipo di eterello curioso. Di solito viso molto fine e bello. Non sempre una tomboy è lesbica, ma esistono lesbiche tomboy

Femme

La grande famiglia delle lesbiche più o meno femminili. della serie “nessuno direbbe che è lesbica”. Contribuiscono all’etero-mimesi delle coppie butch femme, in cui i ruoli di genere e le espressioni di genere sono ben definite. Una femme potrebbe essere attivista.

Lipstick/Chopstick:

Lesbica da locale modaiolo, la cosiddetta “lesbica da aperitivo”, molto legata alle griffe, ai “contatti ganzi” e al mondo etero “coi soldi”.
Quasi mai questo tipo di lesbica viene vista pascolare nell’attivismo. Spesso, nella vita, sono velate e si presentano come eterosessuali

 

Inoltre, come termini generici per parlare di lesbiche abbiamo “lelle“, “sgundule“, “sgrulle” e a volte anche “finocchie“.
Raramente una lesbica si dice “gay“, qui in Italia. Anche per il termine omosessuale, diverse donne associano “omo” (che deriva dal greco, uguale) con homo (dal latino, uomo), e rifiutano questo termine pensando che sia solo per omosessuali uomini.
Alcune donne preferiscono rifiutare la parola “lesbica” perchè associata alla pornografia. E per il suono sgraziato e forte di “sb“.

 

Categorie dell’omosessualità maschile

E’ in realtà inesatto dire che non ci sono simili categorie nel mondo dell’omosessualità maschile, e probabilmente chi curava quel blog, di cui ho parlato ad inizio post, non lo conosceva abbastanza:

Twink/efebo

Ragazzo dalle sembianze efebiche che, pur essendo oltre i vent’anni, richiama l’estetica di un ragazzino

Androgino

Ragazzo dai tratti estetici ambigui e parzialmente femminili. Sebbene abbia qualcosa in comune coi twink (una voce non profonda, l’essere sbarbato), visto che vi sono similitudini fisiologiche tra una donna e un ragazzino, esso ha tratti che lo riportano di più verso il femminile, spesso anche fianchi non stretti, le mani, i capelli non sono molto corti.

Checca: (in Nord Italia anche “sfranta” o “sciampista“)

Ragazzo, indipendentemente dall’estetica, che si atteggia in mondo frivolo ed effeminato. Spesso si trucca e di depila, ama la moda e segue il gossip. Frequenta spesso discoteche gay e si circonda di amiche etero alla moda a cui fa da consigliere.

Bear

I bear è una grande famiglia interna al mondo gay, che comprende un tipo di omosessuale esteticamente virile ma professa uno stile di vita schietto, semplice, e basato sui valori.
I bear sono in genere contraddistinti dai non pochi peli, la barba, i capelli rasati e il fisico robusto.
I “muscle bear” sono muscolosi e asciutti,
i “chubby” sono grassi,
le “lontre” sono magre ma pelose”,
i “cub” sono giovani “cuccioli” d’orso con caratteristiche appena accennate,
i “daddy bear” sono orsi over 40
Poi vi sono diverse categorie di “fan” dei bear, dagli admirer ai chaser (cacciatori d’orsi).

Daddy

Si usa genericamente per uomini gay over 40 che desiderano un partner più giovane, a cui fare da fratello maggiore o “padre”.
Un Daddy può anche essere Bear.

Leather

gay appassionati di pelle, BDSM, feticismi vari tra cui uniformi.

Sono presenti inoltre diversi termini, nati come dispregiativi, ma rivendicati dalla comunità gay: finocchio, finocchia, frocio, frocia, passiva..

 

Un po’ di frociologia urbana

Sono visibili, frequentano i “locali giusti“, episodi sociologici interessanti, in cui vi è un dissapore di base tra le mascoline e le femminili, e allo stesso modo vi è un disprezzo dei bear per le checche, del bear di 100 kg per quello di 80kg, dei modaioli per i gay nerd, degli attivisti per tutti gli altri.
E’ utile segnalare anche questi altri significati più che altro legati al mondo attivista.

 

Velato/a

E’ una persona (spesso gay uomo ma ci sono ovviamente, e sono molte di più, le “velate” lesbiche, che vivono da “finte etero“) omosessuale che vive la sua omosessualità di nascosto tramite locali e portali e vivendone principalmente la dimensione sessuale.
Il termine credo sia nato nell’attivismo (forse la paternità è dell’attivista Giovanni Dall’Orto) e viene usato in modo dispregiativo.
A volte si usa “velata” al femminile anche per un uomo gay velato, magari visibilmente effeminato, che però crede di essere “insospettabile” (parola già omofoba di suo).
Ultimanente si riscontrano tanti “velati” nel transgenderismo ftm, essendo che la terapia ormonale consente la non distinzione di un ftm da un uomo biologico (da vestito, ovviamente).
Non va confuso con represso/a, ovvero chi non pratica e non si accetta.
Sia velati/e che repressi/e possono professare pubblicamente omofobia (si pensi ad alcune persone del clero o della politica, anche di sinistra).

Gender Fucking

E’ l’atteggiamento, tipico dell’attivismo storico, di usare liberamente il genere soprattutto per definire omosessuali maschi col genere femminile in modo giocoso.  Veniva usato già da Mario Mieli.
Si tratta di un tipo di attivismo in cui (si faccia presente che si tratta di una fase in cui i trans ftm erano poco conosciuti), mediamente le associazioni erano popolate da omosessuali maschi, trav e transgender mtf (chiamate I trans, all’epoca, mentre si sarebbe detto LE trans per gli ftm, così come anche all’epoca si coniugava in psichiatria). Non vi era ancora il concetto di transgender svincolato da pratiche ormonali, ed era uso dare il genere “genetico” a chi non fosse in transizione.
E’ un tipo di attivismo che tende a vedere con diffidenza l’attivismo LGBT da parte di persone etero (tra l’altro fenomeno all’epoca quasi inesistenti) e che accusava chi era bisessuale dichiarato o queer di un semi-velatismo verso una reale omosessualità.

Ndocojocojo

In ambienti omosessuali viene usato il termine ndocojocojo per descrivere persone bisessuali, come a voler intendere che chi è bisessuale si scopa non solo indifferentemente uomini e donne, ma qualsiasi cosa respiri, cosa chiaramente non sempre (anzi, quasi mai) vera.

La frociara (trigger warning: politicamente scorretto!)

Un personaggio “inquietante” di questo mondo di termini poco ortodossi è la “frociara” o “Frociarola“:
secondo le mie ricerche presso blog e forum, la frociara è anche lei un po’ disforica, in quanto sarebbe una checca isterica nel corpo di una donna di solito anche corpulenta.
Sarebbe la classica migliore amica frivola di un gay lì pronta a raccogliere le sue confidenze promiscue. Riderebbe in modo sguaiato per rompere l’imbarazzo di essere l’unica donna nella comitiva di gay e, non si sa secondo quale legame genetico, sarebbe spesso caratterizzata da una cofanata di capelli ricci.
Di sinistra, anticlericale e paladina dei gay, ovviamente zitella o sfruttata dallo stronzo di turno, con una vita sessuale imparagonabile all’amico promiscuo checcoso, di cui invidia la libertà sessuale…in realtà sogna di sposare il principe azzurro. Eterosessuale di solito reduce da un trauma con gli uomini etero, che la porta a non frequentarli, come del resto non frequenterebbe le donne perché uscirebbe esteticamente sconfitta dalla classica competizione femminile.
Conoscerebbe bene il mondo mondano gay, locali, discoteche, e a volte anche quello dei Pride, fiaccolate, in cui la frociara infoiata sarebbe in prima linea a difendere i diritti del “suo” gay. Spesso vive sola in città. Magari ha anche avuto una fase di esperimenti lesbici o bisessuali, finita perché anche li è stata vittima dell’estetismo tipico di certi ambienti modaioli lesbici. Sono a loro insaputa prese in giro dai gay. A volte sono una specie di figura materna per il gay di turno, magari rifiutato in famiglia, e che loro segretamente ambiscono. Si crea a volte un rapporto un po’ morboso…si parla di frociare parcheggiate dietro al cespuglio mentre il gay si sollazza, pronte a raccogliere le confidenze fresche, ma a questo punto credo che siano leggende metropolitane.
Insomma, per capirci..se avete in mente Grace di “Will e Grace” avete capito cos’è una frociara.
Non tutte le amiche dei gay sono frociare. Nelle frociare vi è un “compiacimento” a dire di avere l’amico gay e l’essere gay diventa quasi più importante dell’amico stesso.

Pisellabile

Finita la carrellata di termini, una nota demenziale rispetti a certi modi di dire, tipo “pisellabile“, quando un tipo è appena sulla soglia del decente.

Nath