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Non med: guida completa e differenze con non binary

Un circolo a tematica transgenere di Milano, Acet, mi ha recentemente chiesto di essere relatore sul tema “non med”.
Come sapete, da anni mi sono ritirato dalle scene e i miei unici contributi al momento sono la direzione del portale online enbypost e un gruppo telegram di persone non med e non binary, e quindi dematerializzando il corpo.
persone non med

Table of Contents

Cosa mi aveva spinto al ritiro dall’attivismo

L’impossibilità di creare relazioni intellettuali uno a uno

Ci sono tanti motivi che mi hanno spinto al ritiro: consideravo l’attivismo poco funzionale rispetto ai motivi che mi avevano spinto a farlo, cioè intessere relazioni di valore con persone con i miei stessi ideali, risolte, interessate a un confronto sul piano concettuale e che vivevano “peripezie” simili a quelle che vivevo io. Questo non ha molto funzionato, perché per loro mi percepivano come un presidente, una pagina, un blog, e non si creavano dei veri rapporti di confronto e di amicizia uno a uno.
Un altro motivo è che mi ero reso conto che il “movimento” dà più attenzione a “chi” dice qualcosa e non a cosa viene detto. C’è un’attenzione enorme al corpo sessuato che trovo superiore a quella che mediamente si trova nel mondo etero.

Non importa cosa dici, ma solo che aspetto hai

Senza rendermene conto, da giovane ogni mio aneddoto sui social su qualcosa che mi era accaduta era riempito di commenti per la “simpatia” a pelle che fanno le persone giovani (chiamiamola così…), ma non c’era un vero interesse per i miei contenuti. E comunque, tutte le volte che ho parlato di diritti, autodeterminazione senza body modification, possibilità di cambiare i documenti, ad essere sotto il riflettori era il “corpo senza passing” e non io. E così ho deciso di dedicarmi ad altro.
Sono ancora molto spesso relatore, ma porto tematiche in cui il corpo non è centrale. Questo non deve stupire: il mio percorso è di allontanamento dalle aspettative di genere rivolte a donne e femmine, con la centralità di corpo e aspetto fisico e non dei contenuti. Onestamente mi ero stancato di ricevere domande che più che una richiesta di approfondimento teorico risultavano puro body shaming sul mio presunto non passing.  E la cosa terribile è che questo accadeva da parte di uomini gay, spesso sopra i 50, persone transgender in percorsi canonici, donne lesbiche, femministe gender critical.
Quello che parzialmente mi consola è che non avessero gli strumenti per attaccare i miei contenuti, ma si limitassero a fare “misoginia” (uso questa parola perché in quel momento mi vedevano “donna”) attaccando un corpo xx.
persone non med trentenni

L’evento non med del 2017 e cosa è successo dopo

Al tema non med è stato dedicato, in Italia (e penso nel mondo), solo un evento. Sono stato relatore insieme a Laura Caruso, anche lei non med. Sempre Laura Caruso ha portato il tema non med anche in una pubblicazione accademica, “Per una pedagogia dei transiti nell’età adulta”.
Negli anni ho cercato di portare avanti questo tema tramite aperitivi e momenti sociali, gruppi di autocoscienza online, iniziative culturali, ma la risposta è stata debole.
I gruppi sono presidiati da moltissime persone, ma sono spesso persone questioning, non esposte socialmente, e che soprattutto non usano la label “non med” per definirsi.

Perché le persone non med non si definiscono “non med”?

Se consideriamo “non med” una semplice condizione esistenziale, ovvero essere persone di genere non conforme che non hanno fatto body modification tramite la medicina, le persone che corrispondono a questa descrizione sono molte. Quindi non è che non ci sono persone “non med”, ma semplicemente non si definiscono non med.
Se dovessimo dire come la maggior parte di loro si definiscono, dovremmo dire che si definiscono non binary.
Questo accade sia nel caso di persone che in teoria sarebbero SIA non med che non binary, sia nel caso di persone che addirittura sarebbero, a loro insaputa, persone semplicemente non med.

giovanissime persone non med

Le persone non binary hanno un’identità di genere non binaria, e possono medicalizzarsi o meno

In realtà “non binary” è un fenomeno molto più ampio, uno “spettro”, e non coincidente con non med. Non sono due fenomeni distinti, perché ci può essere una sovrapposizione, ma è importante capirne la differenza.
Non binary è una definizione che riguarda l’identità di genere. Chi la usa, non ci sta dicendo in che modo ha deciso di modificare il corpo (o di non farlo).
Le persone transgender di identità di genere non binary, così come le persone di identità di genere “binary” (femminile o maschile), possono decidere di cambiare o meno il corpo tramite la medicina, a seconda di che tipo di cambiamenti desiderano o non desiderano.

Non binary, top surgery e microdosing: è sempre una medicalizzazione

Sono ad esempio molto frequenti i casi in cui una persona non binaria desidera la top surgery (chirurgia al petto) e il microdosing (terapia ormonale a dosaggio più basso, ma non fatevi ingannare da “micro”: gli effetti diventano definitivi se il trattamento si prolunga nel tempo), per avere un aspetto maggiormente androgino.

Non binary che desiderano una body modification “binaria”

Ci sono persone non binary che prendono coscienza di esserlo dopo un percorso canonico, e hanno quindi fatto interventi al corpo di tipo canonico, dopo i quali hanno scoperto la propria identità di genere non binaria. Oppure persone non binary già coscienti di esserlo, ma che desiderano un aspetto completamente maschile o completamente femminile, e che esprimono il non binarismo più sul piano psicologico, comportamentale e sociale.

Persone non binary, ma che non si considerano anche transgender

Ci sono persone che usano la label non binary ma questo non influisce sulla loro espressione di genere, che rimane aderente alle aspettative relative al loro sesso biologico. A volte, queste persone chiedono pronomi neutri, a volte relativi al sesso biologico, e lo stesso vale per il nome: a volte continuano ad usare il nome anagrafico, a volte ne rivendicano uno neutro, a volte uno connotato di genere.
Queste persone non binarie a volte non si considerano sotto l’ombrello transgender, ed è quindi corretto dire che non binary ha un’intersezione con transgender, e non che non binary ne sia un sottoinsieme.

Persone non binary che sono anche non med

Ci sono persone non binary che sono anche non med, ma il loro essere “non med” non dipende dall’essere non binary. Pensare che il loro non desiderio di body modification medica sia collegato al fatto che la loro identità di genere è non binaria è un errore.
Questo errore porterebbe a pensare che “se sono non binary, allora vuol dire che sotto sotto stanno bene con l’identità di genere attesa rispetto al loro corpo”, ma se fosse così, allora tutte le persone non med sarebbero non binary, e invece esistono tante persone non med che si considerano di identità maschile o di identità femminile.
persone non med e non binary

Non med, non binary e cambio genere e nome sui documenti

Spesso temi relativi all’impossibilità di cambiare nome e genere sui documenti si sovrappongono.
Molte persone non binarie, non tutte, parlano del desiderio di avere un nome neutro e/o una X sui documenti (al posto di M o F).
Questa opzione in Italia non è possibile perché i “sessi anagrafici” sono solo due. Questa cosa è in parte legata al fatto che, non essendoci in Italia il matrimonio egualitario, il sesso anagrafico fa accedere al matrimonio con persone del sesso anagrafico opposto e a unione civile con persone dello stesso sesso anagrafico.
Parte del movimento non binary ha come istanza quella di rendere possibile l’appartenenza a un terzo genere anagrafico sui documenti.
Va però ricordato che, se la persona non binary è anche non med, a causa della non medicalizzazione le è impossibile un qualsiasi cambio di nome e genere.
Quindi, ricapitolando: la persona non binary medicalizzata può avere un cambio anagrafico, ma solo “binario”, mentre la persona non medicalizzata, che sia med o che sia non med, può avere sul documento solo il sesso anagrafico corrispondente al sesso biologico.
Per questo, forse, le persone non binary che sono anche non med dovrebbero rivendicare anche l’essere “non med” per contestare l’impossibilità di un qualsiasi cambio anagrafico.

Persone non med “binary”: espressione di genere, nome d’elezione, pronomi e battaglie legali

Mentre “non binary” è una label che definisce qual è l’identità di genere della persona (M/F/NB), “non med” indica che la persona non ha incluso la body modification medica nella sua affermazione di genere.

Le persone non med che esprimono pubblicamente la loro affermazione di genere di solito apportano cambiamenti non “medici” ma che influiscono sulla loro identità di genere.
Una persona non med, soprattutto se di identità “binary”, rivendicherà un nome d’elezione, pronomi coerenti alla propria identità di genere, desidererà un riconoscimento legale tramite cambio anagrafico o ameno un alias istituzionalizzato.
Questo riguarda le persone non med “binary” ma anche parte delle persone non med che sono anche non binary.
persone enby e non med

Cosa “non è” un non med

L’ignoranza diffusa sul tema crea confusioni. Abbiamo spiegato la differenza tra non med e non binary, spiegando che esiste una sovrapposizione ma non è sempre presente, ma va spiegato anche che non med comporta una decisione di non fare una body modification medica.
La persona non med fa un percorso di affermazione di genere e desidera il riconoscimento legale e sociale anche se non c’è una body modification.
Essere non med è un’identità personale e politica.

Una persona “pre transizione” non è “non med”

Una persona che i cambiamenti medici li desidera, ma non li ha fatti al momento, o non può farli, o ha paura di farli, o ha remore sociali per farli, è “pre T” e non “non med”. Questo vale anche se non li farà mai, per le paure e i motivi citati, perché manca il prerequisito per essere “non med”: la rivendicazione politica.

Non med non si diventa

Spesso mi contattano persone che vogliono che io le “aiuti a diventare non med”. Queste persone sognano i cambiamenti procurati dalla medicina, ma vorrebbero “smettere di desiderarli”. Si tratta comunque di persone pre-t, che non si accettano come tali e appesantiscono le persone non med, chiedendo loro l’impossibile: non med non si “diventa”.

Una persona transgender “velata” non è “non med”

Essere non med prevede un’affermazione sociale del proprio genere. Chi invece di fatto vive da cisgender non è una persona “non med”. Se interpretassimo “non med” come “chiunque non assume farmaci per una transizione sessuale”, allora sarebbero “non med” anche tutte le persone cisgender.
Senza un percorso di affermazione di genere sociale, la persona non è non med, o non lo è ancora: è una persona velata, che magari, superando il suo velatismo, approccerà un percorso tradizionale medicalizzato, e quindi anche in quel caso non sarebbe non med, o non sarebbe “stata” non med.
Molti

Il semivelatismo di alcuni “aspiranti non med”

Pare che anche il velatismo (che porta a nascondere la propria identità di genere socialmente) sia anch’esso uno spettro. Quindi ci sono persone che iniziano a fare coming out nelle comfort zone virtuali e non (associazioni, gruppi) e presso i propri affetti. Onestamente lo considero un buon inizio, essere non med comporterebbe un’esposizione sociale. Una persona che continua a presentarsi col nome anagrafico e usando su se stessa i pronomi relativi alla sua biologia è ancora “aspirante” non med.

Una persona “ex med” non è “non med”, o meglio… “potrebbe esserlo”

Alcune persone approcciano una transizione medicalizzata e la abbandonano perché capiscono che non ne hanno più bisogno o che non ne avevano mai avuto o sono state spinte a quei cambiamenti dal sistema biologista e binario del transificio.
Se queste persone tornano a considerarsi persone cisgender si parla di desister o detransitioner, ma se queste persone vogliono continuare il percorso sociale di affermazione di genere, continuando ad usare nome d’elezione e pronomi, ma senza medicalizzazione, possono considerarsi persone non med.
Sia chiaro che il considerarsi persona non med è qualcosa di politico, e si associa alla rivendicazione del rispetto dell’identità di genere delle persone non med.

non med e medicalizzazione

Un errore che si fa spesso con le persone non med: pensare che siano per forza anche non binary

Così come si pensa che una persona non binary non desideri un cambiamento fisico, neanche parziale e androginizzante, allo stesso modo si dà per scontato che la persona non med sia per forza anche di identità di genere non binaria.
L’errore che sta dietro a questo assunto è che chi è binario è automaticamente anche biologista, e quindi “se fosse di identità pienamente maschile o femminile vorrebbe replicarne per forza l’aspetto, anche dal punto di vista biologico”.
In realtà il desiderio di non medicalizzazione potrebbe dipendere da tanti fattori, e uno di questi è essere “non biologista”, che però non corrisponde (sempre) con “non binario”.
persone non medicalizzate

Perché non med non piace e non viene usato: perché?

Le persone non med “de facto” sono tante, ma non si definiscono in questo modo. Potrebbe dipendere da tanti motivi.

Paura di affermare la propria body positivity

Il primo motivo è che c’è paura e vergogna del giudizio del mondo transgender canonico. Si ha molta paura di offendere chi desidera quelle terapie dicendo di non desiderarle.
Anche affermare di aver trovato un equilibrio abbastanza stabile in un corpo che si afferma tramite espressione di genere ed esposizione sociale ma senza body modification è spesso affermato solo sottovoce e solo in ambienti protetti.

Cismimetismo, cisnormatività e paura di dichiararsi

Molte persone non med hanno paura a dichiararsi perché credono che per farlo abbiano bisogno del cis-mimetismo. Sono condizionate dalla cis-normatività”, che porta a non considerarsi “credibili” prima di un potente cambio estetico anche a livello dei caratteri sessuali secondari. Pensano quindi che senza di questo non meritino nome d’elezione e rispetto dei pronomi.

Perché all’estero non usano “non med” e perché noi dobbiamo usarlo

Un termine nasce sempre come risposta a un problema. Ci si definisce non med perché in Italia solo chi è med può cambiare nome e genere sui documenti. All’estero questa distinzione lì è inutile e forse un giorno lo sarà anche da noi. Chi si è formato presso pensatori statunitensi matura spesso un’opposizione per il termine non med, come se fosse divisivo od offensivo, ma questa definizione è un ariete che serve a sfondare la porta del non riconoscimento.

La feroce opposizione di molte persone transgender in percorsi canonici

Il mio ritorno sulla scena ha scatenato le “vomitate” da parte di persone med che avevo quasi dimenticato in questi anni. Molte persone med continuano a dire che chi non ha il passing (situazione frequente ma non costante tra persone non med) non debba chiedere il cambio di documento, perché le persone non accetterebbero comunque nome e pronomi.
Spesso, aggiungono anche che il loro psicologo o endocrinologo la pensa così (il transificio).
Se una persona med si sente lesa dalla richiesta di riconoscimento di una persona non med, dovrebbe riflettere sul suo percorso: quei cambiamenti li desiderava o li ha fatti per avere i documenti?
In questa proiezione, la persona non med farebbe coming out “dopo” il cambio del documento. In realtà, una persona non med dichiarata è già socialmente conosciuta col nome d’elezione, quindi a sparire sarebbero solo quelle situazioni sgradevoli dove il nome anagrafico torna a galla, perché burocraticamente necessario.
In questo, le persone med non considerano quanto possa essere simile alla loro quella delle persone non med che già affermano la loro identità di genere socialmente.

Il disprezzo delle gender critical e di alcuni uomini gay anziani

La persona dichiaratamente non med incontra, praticamente solo sul web, una serie di personaggi che fanno body shaming. Si tratta di appartenenti al movimento gender critical. Si tratta di persone che fanno un pesante bullismo virtuale alle persone non med, e spingono molte persone non med a dirsi med per evitare il body shaming.
Queste persone, spesso, esistono solo nella bolla web, e non causano attriti nella vita reale, professionale o di interazione sociale. Infatti, nella “real life”a rifiutarsi di usare nome e pronomi sono più che altro persone di estrema destra e/o fondamentaliste religiose. Tuttavia, le gender critical, come l’ormai tristemente nota autrice di Harry Potter, hanno influenza sul parlamento, e in molti stati hanno fatto naufragare, con falsi pretesti e fake news, l’autodeterminazione per le persone non med.
persone transgender non med

Quindi ha senso diffondere il termine non med? e perché?

Ho cercato per anni alternative a “non med”, perché non amo le definizioni con il “non”. Creano sudditanze rispetto ad altre identità, ma non è per questo che “non med” non piace. Altrimenti non si sarebbe diffuso così tanto “non binary”.

Prima di fare “proselitismo” all’uso di questa label viene da chiedersi se definirsi non med (e non transgender in generale) abbia senso farlo.

Il senso ce l’ha, soprattutto relativamente a un aspetto: le persone non med sono rimaste le uniche a non poter avere nome e genere d’elezione sui documenti. Quindi, socialmente non esistono.
Ho recentemente saputo che molte persone vorrebbero rimanere non med, ma fanno il microdosing solo per poter entrare nell’iter medico-legale, altrimenti precluso, e poter cambiare nome e genere sui documenti.
Quanto può essere violento un trattamento sanitario indesiderato?

Oltre all’impossibilità di cambiare documenti, manca una carriera alias “nazionale”

Le persone non med dichiarate devono lavorare sperando nella benevolenza di capi, clienti e colleghi, o nella comprensione di medici e farmacisti, perché non esiste un sistema di “alias” strutturato a livello nazionale.
La persona non med può ottenere degli alias presso persone con cui lavora o interagisce, ma l’Italia non prevede un alias collegato con la propria identità, alias che apparirebbe a medici, docenti e professionisti vari con cui si interagisce, con vari vantaggi:
  • le richieste di alias farebbero “massa critica“, facendo esistere le persone non med e portando, più avanti, a forme di riconoscimento legale;
  • la persona non sarebbe appesantita da richieste “informali” di alias in cui devono continuamente raccontare la loro storia;
  • la presenza di un riconoscimento legale parziale darebbe un’autorevolezza alla propria condizione e un riconoscimento legale da rispettare.
non med monte athos

“Ma non è vero: i documenti potete cambiarli!”

Oltre al Santo Graal e alla Pietra Filosofale, abbiamo un’altra figura mistica da sempre cercata e mai trovata: la persona non med che ha cambiato nome e genere sui documenti in Italia.
Da 15 anni, quando dico che senza medicalizzazione non cambiano i documenti, mi viene detto che non è vero e che un tale li ha cambiati, senza neanche far riferimento a problemi di salute legati alla tos.
Quando però si chiede se si può leggere la sentenza, raggiungere il tale per farci due chiacchiere, si dice che vuole rimanere anonimo, come un pentito di mafia, o come uno sotto protezione testimoni.
E così si torna al punto di partenza, cioè al fatto che in Italia chi non vuole prendere ormoni non può cambiare documenti.
Alla fine penso che la fantomatica persona che ce l’ha fatta non esista davvero, ma sia solo un modo per togliere potenza politica a questa istanza o per pubblicizzare con l’inganno qualche “star” del transificio, che magari ha semplicemente ottenuto un cambio di nome (senza genere).
Se invece esiste, il suo ritiro sul monte Athos forse dovrebbe invitare a riflettere…

3 commenti su “Non med: guida completa e differenze con non binary”

  1. Diversi punti interessanti. Sicuramente la distinzione tra non binary e non med è utile nonostante la difficoltà di concepire una espressione che possa essere più convincente di non med. Mi viene in mente e chiedo: non sarebbe forse “queer” una espressione utile che ha raggiunto (negli USA) un uso riconosciuto e un significato ampio che copre tutto ciò che “non è conforme”? Certo queer non è “specifica” come lo è “non med” che indica una cosa ben precisa. Ma forse è proprio questo il punto: che attualmente ci si riconosce di più in espressioni fluide che coprono un ampio ventaglio di situazioni. Capisco che “non med” serve a legittimare un discorso sull’accettazione del cambio di “identità”, il cambio di nome, la carriera alias quando l’aspetto fisico non rispetta i canoni sociali ma allo stesso tempo è volutamente non medicalizzato.

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