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Linguaggio inclusivo: definizione e significato di lingua neutra

Linguaggio inclusivo: definizione

Il tema del linguaggio inclusivo è diventato sempre più rilevante nel dibattito pubblico. Molti linguisti, tra cui l’italiana Vera Gheno, che ha lavorato per anni all’Accademia della Crusca, promuovono l’uso del linguaggio inclusivo come strumento per favorire una comunicazione più equa e rispettosa delle differenze di genere.
Ma cosa si intende esattamente con “linguaggio inclusivo”? E perché è importante distinguerlo dalla lingua neutra?

linguaggio inclusivo significato

 


Questo articolo fa parte del progetto Kinsey, un progetto che coinvolge un team di volontari che scrivono dei temi più ricercati sul web per informare correttamente. Quindi, questo non è un articolo di Nathan, che però lo ospita perché il blog ha aderito al progetto Kinsey.


 

Linguaggio inclusivo: significato

La parola “inclusivo” si riferisce all’idea di includere tutti, indipendentemente dalle differenze individuali, come etnia, genere, identità di genere, orientamento sessuale e religione. Il linguaggio inclusivo è un modo di esprimersi che tiene conto di queste differenze e cerca di evitare frasi o termini che possono essere offensivi o escludere determinate categorie di persone.

Il linguaggio inclusivo è un modo di esprimersi che cerca di evitare pregiudizi e discriminazioni, in particolare quelle legate al genere. Si tratta di un insieme di strategie linguistiche volte a rappresentare tutti i generi in modo equo, evitando di privilegiare esclusivamente il maschile come forma neutra o universale. Il significato di linguaggio inclusivo è molto importante per la creazione di una società più giusta e inclusiva. Questo tipo di linguaggio ci aiuta a evitare stereotipi e pregiudizi, e ci aiuta a comprendere meglio le esperienze e le sfide che le diverse comunità affrontano ogni giorno.

Il linguaggio inclusivo è una forma di comunicazione che prevede l’utilizzo di termini neutri, cioè non specificatamente maschili o femminili, al fine di escludere il più possibile la presenza di sessismo.
Questa nuova forma di espressione si sta diffondendo rapidamente negli ultimi anni, soprattutto grazie all’impegno delle donne che hanno deciso di dire basta ai toni e agli stereotipi sessisti nella comunicazione.
Il linguaggio inclusivo può essere applicato in diversi ambiti: dalla scrittura all’orale, dal discorso pubblico a quello privato. Inoltre, il linguaggio inclusivo è fondamentale per la creazione di relazioni più sane e positive tra le persone. Ci aiuta a comunicare in modo più efficace e a evitare malintesi, aiutandoci a raggiungere una maggiore comprensione e rispetto per tutte le persone.

L’obiettivo è quello di rendere visibili tutte le identità di genere e di non relegare le minoranze invisibili o marginalizzate.
Vera Gheno e altri studiosi sostengono che il linguaggio inclusivo può contribuire a una società più equa e rispettosa, poiché la lingua gioca un ruolo cruciale nella formazione delle nostre percezioni della realtà e delle persone che ci circondano.

Il linguaggio inclusivo:

  • considera tutti i membri di una comunità e si sforza di non escludere o offendere nessuno. Questo tipo di linguaggio si concentra sul rispetto e sulla comprensione per tutte le persone, indipendentemente dalle loro differenze individuali.
  • crea un ambiente più accogliente e sicuro per tutti, evitando frasi o termini che possono essere offensivi o discriminatori. Ad esempio, invece di utilizzare il termine “disabile” per riferirsi a una persona con disabilità, si può usare il termine “persona con disabilità”.

Lingua neutra e differenze con linguaggio inclusivo

È importante non confondere il linguaggio inclusivo con la lingua neutra. La lingua neutra si riferisce a termini che non specificano il genere e possono essere usati indistintamente per uomini, donne e persone non binarie. Il linguaggio inclusivo, invece, è un approccio più ampio e comprensivo: non solo utilizza termini neutri, ma anche altre strategie linguistiche per garantire che nessuno si senta escluso o marginalizzato.

Non ci sono dubbi sul fatto che la lingua sia uno strumento potentissimo per esprimere pensieri e sentimenti. Essa però può anche essere usata per limitare le persone, se impiegata in modo discriminatorio. La lingua neutra è una variante della lingua che mira a eliminare il bias di genere, cioè tutte quelle parole o espressioni che favoriscono un genere rispetto all’altro.
Il linguaggio inclusivo è simile alla lingua neutra, ma si focalizza sull’inclusione di tutti i gruppi di persone, indipendentemente dal loro orientamento sessuale o identità di genere. Entrambi questi strumenti linguistici sono particolarmente importanti nella grammatica, perché consentono di esprimere al meglio i pensieri e le emozioni di tutti.

Il linguaggio inclusivo è una nuova forma di comunicazione che si pone l’obiettivo di includere tutti i soggetti coinvolti nella discussione, senza alcuna distinzione.
A differenza del linguaggio neutro, che elimina le differenze di genere, il linguaggio inclusivo tiene conto della diversità di genere e di altre caratteristiche individuali. Il linguaggio inclusivo nasce con l’intento di rendere la comunicazione più accessibile a tutti i soggetti coinvolti.
In questo modo, si eliminano le barriere linguistiche e si favorisce l’integrazione sociale. Il linguaggio inclusivo può essere utilizzato in qualsiasi contesto: dalla scuola alla politica, dal lavoro alla vita privata.

definizione linguaggio inclusivo

Espressioni neutre in una lingua binaria

L’italiano, essendo una lingua binaria, presenta delle sfide specifiche quando si cerca di adottare il linguaggio inclusivo. Tuttavia, ci sono diverse strategie che si possono adottare:

1. Terminologia neutra: Esprimere concetti senza riferimento al genere, ad esempio “persona” invece di “uomo” o “donna”.
2. Perifrasi: Utilizzare espressioni neutre evitando di specificare il genere, come “chi lavora qui” invece di “il lavoratore” o “la lavoratrice”.
3. Astrazione del soggetto: Utilizzare parole collettive o astratte, ad esempio “il personale” invece di “i dipendenti” o “le dipendenti”.
4. Uso dell’asterisco o della schwa (ə): Scrivere “car* amic*” o “carə amicə” per includere tutte le identità di genere in una sola forma. Questi simboli sono usati per superare la limitazione della binarietà di genere nella scrittura italiana.

Esempi di espressioni neutre potrebbero includere:

  •  “Tutt*” o “tuttə” invece di “tutti” o “tutte”;
  • “Figl*” o “figliə” al posto di “figli” o “figlie”;
  • “Il/la presidente” reso come “la persona presidente”.

Persona inclusiva: significato e ruolo

Una persona inclusiva è qualcuno che fa uno sforzo consapevole per rispettare e includere tutti, indipendentemente dalle loro differenze individuali. Questo tipo di persona cerca di evitare frasi o comportamenti che possono essere offensivi o escludere le altre persone, e cerca sempre di creare un ambiente accogliente e sicuro per tutti.

Un individuo inclusivo è una persona che ascolta e comprende le esperienze e le sfide che le diverse comunità affrontano, e che lavora per creare una società più giusta e inclusiva

Le persone inclusive, spesso identificate anche come “alleati” (ally), giocano un ruolo cruciale nella diffusione del linguaggio inclusivo. Queste persone si impegnano consapevolmente a utilizzare e promuovere un linguaggio che rispetti tutte le identità di genere, sia nella comunicazione scritta che in quella orale. Le loro strategie includono l’uso di:

La “u” inclusiva: come in “tuttu”.
Gli asterischi: come in “car* amic*” per evitare di specificare il genere.
La schwa (ə): “amicə” per includere tutti i generi.
Perifrasi neutre: frasi come “la persona che coordina” invece di “il coordinatore” o “la coordinatrice”.

La battaglia per i titoli professionali femminili

Un altro fronte della battaglia per il linguaggio inclusivo riguarda l’uso dei titoli professionali al femminile. Per molti anni, i titoli professionali sono stati declinati principalmente al maschile, come “ingegnere” o “avvocato”, con una certa resistenza a usare le forme femminili come “ingegnera” o “avvocata”. La lotta per il riconoscimento delle professioni al femminile è un passo importante verso l’inclusività, ma rimangono ancora delle lacune per quanto riguarda le soluzioni verbali per le persone transgender e non binarie.

Ultime riflessioni sul linguaggio inclusivo

Nel linguaggio inclusivo, la parola “persona” viene utilizzata al posto di “uomo” e “donna”, per indicare tutti i generi. Questo approccio è molto utile quando si vogliono rivolgere delle parole alle persone che non si identificano con il genere maschile o femminile.
Il linguaggio neutro è una variazione della lingua inclusiva, che elimina completamente i termini maschile e femminile. In questo modo, tutte le persone possono essere rappresentate senza dover fare distinzione tra i generi.Entrambi questi approcci sono particolarmente importanti nell’era della diversità di genere, in cui sempre più persone stanno adottando identità non binarie.

Il linguaggio inclusivo è un passo fondamentale verso una comunicazione più equa e rispettosa di tutte le identità di genere. Significa adottare strategie linguistiche che rendono visibili tutte le persone, indipendentemente dal loro genere. Vera Gheno e altri linguisti sostengono che una lingua più inclusiva possa contribuire a costruire una società più giusta.

 

 

 

Foto di Markus Winkler: pexels.com/it-it/foto/vintage-classico-oggetto-d-antiquariato-macchina-da-scrivere-4761315/

Foto di fauxels: pexels.com/it-it/foto/persone-che-scattano-foto-di-gruppo-3184398/

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