L’abbondanza di persone di biologia xx (donne, uomini ftm, non binary di origine biologica xx) che si definiscono sapiosessuali, demisessuali, pansessuali, attratte da persone più anziane, invita a riflettere: questa “flessibilità” è indotta dalla cultura sessista?

sapiosessuali

Quante volte noi persone di biologia xx ci siamo sentiti dire che la nostra maturità eroticoaffettiva era “superiore” a quella dei maschi biologici?

Fin da piccoli, le nostre zie, maestre, ci hanno detto che “la donna” ha un approccio più maturo rispetto all’uomo.

Ci sta che tu ti metta con un ragazzo più grande, la donna matura prima e i suoi coetanei sono infantili
La donna, diversamente dall’uomo, non scopa, fa l’amore
Noi donne amiamo l’anima, possiamo amare anche un uomo esteticamente brutto, perché andiamo oltre e ci concentriamo sull’intelligenza, la cultura, il carisma, il savoir faire
La donna è per natura più fluida e bisessuale, si sa, quasi tutte le donne lo sono”.

Quante volte noi persone xx, soprattutto negli anni in cui credevamo essere del genere atteso (atteso rispetto al nostro corpo), o anche quando gli altri ci percepivano di genere femminile, coinvolgendoci in vari “pour parler”, ci siamo sentiti dire queste frasi?
Quante volte abbiamo anche creduto che potessero essere in parte vere o scientificamente fondate, per motivi biologici e culturali?

Vi siete mai interrogati/e sul fatto che dire che “il cervello xx sa fare due cose contemporaneamente” sia un modo per giustificare la pressione che viene messa alla donna che deve essere madre, moglie, serva e professionista e che “può” farlo a causa del suo corpo, mentre l’uomo, “poverino”, deve limitarsi alle attività che lo valorizzano e lo divertono?

Proviamo a decostruire questi stereotipi uno per uno:

La presunta sapiosessualità

Hanno convinto le persone xx di saper “andare oltre” l’aspetto fisico del partner, di poter provare eccitazione anche insieme ad un corpo brutto e sgradevole, se l’attrazione avesse preso altre strade, cosa vera per alcune persone (sapiosessuali), ma non dipendentemente dal sesso e/o dal genere.
A cosa porta questo? Ad una retrolettura per cui la donna, “ancestralmente”, dovesse cercare il partner affidabile per far mantenere se stessa e la prole.
Sempre secondo questa lettura “da caverna”, l’uomo invece non sarebbe stato abituato, nei secoli, a cercare la partner intelligente, colta e capace di indipendenza economica, ma appunto quella “bella”.
Quindi in che senso, in una società diversa, uomini e donne dovrebbero rientrare ancora in questi schemi?  Stiamo tornando alle teorie evolutive di Lamarck (sosteneva che le caratteristiche acquisite si trasmettessero alla prole) o forse la società di oggi è rimasta un po’ come quella delle caverne?
A Milano, anche in ambienti femministi e di sinistra, quante donne si auto-mantengono economicamente?

 

La presunta demisessualità

Ci hanno fatto credere che la persona xx sia “per natura” demisessuale, ovvero atta ad interessarsi sessualmente solo in presenza di un legame forte, emotivo o di relazione.
Come già detto per la sapiosessualità, la demisessualità esiste e riguarda persone di ogni sesso e genere, ma capiamo perché la vogliono “appioppare” alle persone biologicamente femmine:

  • la donna, ancestralmente, cerca il padre dei suoi figli, e non “si concede” se non in un progetto di coppia e famiglia: torniamo ad approcci da Lamarck già descritti per il punto precedente.
  • la donna deve tutelarsi da gravidanze indesiderate e quindi “seleziona”: ok, ma siamo nell’era dei contraccettivi…
  • la donna è demisessuale perché il sesso fine a se stesso non le piace: sarà perché quel sesso è spesso pensato a misura dell’uomo e non del piacere della donna?

La presunta demisessualità della donna è anche uno strumento atto a mortificare quelle donne che demisessuali, invece, non lo vogliono essere: infatti chi non è viene subito accusata di scopare “come un uomo” o di essere “troia”.

differenza età

La presunta attrazione per i più “vecchi”

Con la storia che la donna “matura prima” o comunque “rimane più matura”, sostenuta da questioni biologiste (il menarca precoce?) o Lamarckiane (la donna primitiva che diventava madre a 12 anni…), le giovani donne vengono intortate al fatto che in loro ci sarebbe una “naturale predisposizione” a finire con uomini più grandi o come minimo coetanei, e viene anche inculcata l’idea che stare con uno più giovane non sia “normale” o sia relegato a situazioni di sesso (nave scuola, toy boy) e quindi senza futuro e comunque opinabili.
Invece, sempre con lo stesso alibi, viene incoraggiato il maschio (sia omo che etero) attratto “naturalmente” dalla cosiddetta carne fresca.

La presunta pansessualità/bisessualità

La bisessualità della donna, nella sua affermazione e sperimentazione, è incoraggiata, ma questo, apparentemente a suo favore, non lo è.
La retrolettura è che la donna, socialmente abituata a dover accettare ciò che arriva, magari in matrimoni combinati o essendo scelta per moglie senza poter dire di no, è quindi più “flessibile” nella sua attrazione.
Inoltre, basta vedere come sui portali di dating etero, usando il filtro bisessuale (sperando magari che qualche uomo si dica tale, ed effettivamente alcuni lo fanno), la maggior parte delle volte questa parola è presente nelle descrizioni degli uomini non tanto per dichiararsi tali, ma per dire che vorrebbero una partner che lo sia, ovviamente per poi finire in situazioni a tre dove farebbero i galli nel pollaio delle donne.
Inoltre c’è una censura verso tutte le donne che si impuntano a dire di essere rigidamente omo o etero, e, al di là delle questioni spiacevoli in atto nei dibattiti femministi, i corpi xx sono stati troppo violati da questa “richiesta” di flessibilità per non trovare ragionevole la richiesta di queste donne di NON essere flessibili se non sentono di volerlo essere.

fluiditò

Conclusione

In questo mio post ho un approccio “biologista”: parlo di persone xx, quindi di donne e anche di ragazzi ftm e non binary. Perché?
Perché la pressione in tal senso ha riguardato soprattutto coloro che sono stati “educati” da donna, subendo tutto il retaggio sessista e sessuofobo riservato a chi come noi viene educato nel genere “atteso” femminile.
E l’abbondanza di ragazzi ftm e di non binary di origine biologica xx che sono sapiosessuali, demisessuali, pansessuali è oggettivamente sospetta.
Poi, per carità, potremmo dire che il problema è opposto: che i nati e le nate maschio sono invece scoraggiati verso questi approcci e sperimentazioni, che qualcuno potrebbe considerare maggiormente evoluti ed aperti (non io, che non do giudizi di valore in merito).
Concludo chiarendo però che questo articolo riguarda anche tutte le persone di genere percepito femminile, quindi anche le donne T che come tali vivono, nelle loro interazioni in cui come tali sono percepite e considerate.