Come l’anno scorso, anche quest’anno invio il mio report dal Festival Mix, sperando che possa ispirare chi legge a rintracciare queste splendide pellicole e vederle

La Discoteca, di Jacopo Miliani

Film, corti, concerti e stand up comedy in presenza

Nella prima serata, il sabato sera, abbiamo Jump Darling, di Phil Connell (Canada – 2020 – 90’), che narra del rapporto tra una nonna, una madre, e il figlio attore, che sogna di fare la drag queen. La famiglia non ha difficoltà ad accettarlo come gay, finché sta con un bravo ragazzo borghese, ma sia lui, sia la madre, fanno fatica ad accettare il suo vestirsi da donna e il desiderio di una carriera da drag queen.
Spicca il personaggio della nonna, funestata dal trauma del suicidio del marito, e dalla paura di finire in casa di riposo per scelta della figlia, madre del ragazzo “in drag”. Il film sviluppa il rapporto tra la nonna e il ragazzo.

Interessante il corto dell’italiano Jacopo Miliani, La discoteca, conosciuto da me anni fa in quanto partecipava agli eventi culturali del Milk.
Tanti stimoli in questo corto “distopico” che, riprendendo i romanzi di Dick, e le atmosfere delle puntate di Black Mirror, riflette su sesso, amore, riproduttività, in una società del futuro opprimente in cui le coppie vengono assortite da una matrona interpretata da Eva Robins.

Domenica, durante la premiazione, si esibisce il comico Daniele Ciniglio, comico napoletano e influencer, che ci commuove con un monologo stupendo sul conflitto tra millennial e boomer in un mondo in cui “il pezzo di carta non è più un punto di arrivo, ma di partenza”, ma lui in quel pezzo di carta a cui tanto teneva la sua famiglia, e che ha sempre tenuto in tasca, ci ha scritto tutti i suoi sogni.

Si esibiscono i Melancholia, la cui cantante androgina canta a petto nudo, con dei semplici nastri adesivi neri sui capezzoli. Vedere il petto di una persona così poco aderente allo stereotipo femminile lancia una riflessione sull’assurdo tabù che vieta alle persone xx di mostrare il petto nudo, mentre non considera osceno un petto nudo xy.

Segue un film “camp”, Swan Song, dedicato alla terza età “gay”, che parla di un parrucchiere che ha appena saputo della morte della sua cliente più affezionata, che aveva desiderato di essere pettinata un’ultima volta da lui. Inizia un’avventura nel tentativo di raggiungerla.

I documentari in piattaforma

In piattaforma spiccano i lungometraggi Genderation e Gendernauts:
Gendernauts è uscito vent’anni fa e racconta la vita di alcuni personaggi “gender variant”. Usa le parole dell’epoca, quelle usate anche da questo blog (genderqueer, gender bender, gender variant) e racconta le loro storie non binarie. Riprende gli stessi personaggi, vent’anni dopo: colte donne trans le quali spesso si sono scoperte lesbiche (o lo sono sempre state) e personaggi “afab” che, da un antibinarismo basato su un’espressione androgina, sono spesso passati a vite al maschile, dopo un percorso medicalizzato canonico.
Cambi di linguaggio e di prospettive interessanti per noi studiosi del genere, che raccontano l’America di vent’anni fa e di oggi e come hanno vissuto e vivono le prime generazioni di persone T e non binarie.

I corti in piattaforma

Li ho visti davvero tutti o quasi, in una maratona durata giorni: l’amore conflittuale tra due donne in Abby And Emily Go To Palm Springs, ma anche Eyes And Horns, un’animazione che mostra un trasformismo tra i corpi maschili e femminili e il corpo del minotauro, ma anche tante altre piccole perle.

Due splendide pellicole spiccano nella categoria Forever Young

All Those Sensations In My Belly (MARKO DJEŠKA – CROAZIA/PORTOGALLO – 2020 – 13’), pellicola premiata, presentata in anteprima qui al Mix, racconta di una ragazza transgender che non si piega allo sguardo eteronormativo su di lei, ed alla possibilità di avere relazioni squallide con uomini etero che la vedono come un ripiego.
Pool Boy (LUKE WILLIS – USA – 2021 – 10’) racconta di un amore tra un ragazzo etero e una ragazza transgender non binaria, che aveva conosciuto anni prima poiché puliva la sua piscina. Il nostro “ragazzo della piscina”, eterosessuale circondato da amici omofobi che cercano di farlo ritornare con la sua sexy e femminile ex fidanzata, deve decidere se assecondare la comitiva andando ad una festa o uscire con Star, questo è il nome della ragazza non binaria, e alla fine sceglie lei, dicendolo anche, senza paura, agli amici.
Un corto splendido sugli amori che coinvolgono le persone non binarie.
Alla fine del corto, autori ed interpreti sono presentati con accanto i loro pronomi.

Nella categoria Real life troviamo un bellissimo corto: All I Need Is A Ball (ELENA MOLINA – SPAGNA – 2020 – 17’), in cui si osserva la prima (e per molto tempo unica) artista di football freestyle in Spagna, che ha ispirato tante ragazze a inseguire lo stesso sogno, anche grazie al suo account instagram.
Osserviamo anche le sperimentazioni “hairlover” sui suoi capelli, pieni di rasta e rasature, oltre che di colori.

Nella categoria Upstream, spicca la pellicola chiamata Were You Gay In High School? (NIKI ANG – USA – 2020 – 13’), che racconta delle prime esperienze di due ragazze lesbiche, quando ancora, al liceo, erano questioning. Amori indesiderati con ragazzi e prime cotte con ragazze.