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Ebbene si.
Anche io sto cercando casa da comprare.
Vorrei prendere un grazioso e piccolo trilocale, con una zona notte con un letto da una piazza e mezza e un grande armadio,
una stanzetta compartimentata con un bel “living” , uno studiolo e la mia enorme libreria, e infine una cucina abitabile.
Ho fatto varie visite, e in alcuni posti neanche mi hanno fatto firmare il foglio, nè chiesto nome e cognome, o numero di telefono: sono andato là, ho spiegato le mie esigenze, e ho visto gli immobili. Neanche mi hanno dato il femminile, nè forse il maschile. Era irrilevante.
Ma poi è successo che ho incontrato PierCiccio (nome di pura fantasia), e ho fatto una visita immobiliare del tutto surreale.

“Buon giorno”
“buon giorno, lei era la signora che aspettavo?”
“sono l’architetto, ho la visita con voi alle 16.00”
“ehm…carmela! che bel nome” (ovviamente è un nome di fantasia)
“lo odio”
“eh si, dite tutte cosi’…ma è cosi femminile”
“appunto”
(penso, ma porco zio, non vede come mi vesto? capisco che ha la scheda col mio documento e il nome femminile, ma sveglia !! che venditore sei se non applichi la tua PLN al soggetto? è vero che il maestri pennellari ti insegnano a ripetere allo sfinimento il nome per risvegliare la dolcezza ancestrale di quando da bambini ci chiamavano per nome…ma adatta un po’ le lezioni del tuo santone del marketing…a chi c’hai davanti!)

[nel frattempo ci avviamo all’immobile. inizia ad elogiare il quartiere…]

“ma quella non è una setta pentecostale?”
“si, e i bambini e le bambine si vestono come una volta, maschietti con la cravattina, femminucce col la gonnellina, come era “da noi” un tempo” (ma da noi chi? non sono cristiano!)
“ehm…per fortuna non piu”
“li poi c’è la scuola per i bambini, e la chiesa cattolica, comoda a due passi per la domenica…”
“-_-”

[arriviamo all’immobile]

“lei signora non puo’ saperlo, ma qui siamo in classe D” (perché? se ho la fica non posso saperlo? sono certificatore e architetto abilitato, e lavoro nel mercato real estate….)
“come vede la casa è molto grande, e c’è un grande como’ per i trucchi che la signora intende lasciare, perchè io l’ho sempre detto, il regno della donna è sacro! e per questo c’è anche un’ampia cucina…”
“non credo di aver mai usato trucchi”
“si certo, lei è bella, non ne ha bisogno… e poi l’ampia cucina, il regno della donna…”
“come ho già detto, preferirei una cucina piccola, ma uno studio professionale”
“ah, cosa fa suo marito?”
“fa il casalinguo, ma IO sono architetto”
(in imbarazzo lui…sto sconvolgendo i suoi stereotipi)
“e poi qui un’ampia scarpiera, per le migliaia di scarpe che sicuramente avrà”
“si, tutte da tennis ovviamente”
“e poi questi spazi ampi, che NOI DEL SUD (ma chi te se nculaaa) siamo abituati ad avere, perchè, diciamolo…la donna non puoi castrarla…ogni tanto LEI deve spostare i mobili, per sentirsi bene, anche mia moglie lo fa! lei vuole cambiare!”
“beh, meglio i mobili che il marito, no?”
(seguono cinque minuti di silenzio…)

avviandoci verso l’agenzia, gli arriva una chiamata e lo sento dire
“Concetta? sà che proprio è un bel nome?”
ma lo dice a tutte? mi sa che la pnl non se l’è studiata tanto bene…anche fossi stato una donna…poraccio…che figuracce…