Ricordo alle medie quando io e altri 4 disgraziati entravamo a scuola il giorno del ponte e la professoressa isterica ci rompeva gli zebedei al posto di prendersela coloro che non erano entrati.

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Lo stesso stress da minoranza l’ho vissuto quando ero l’unico che difendeva i bisessuali e dovevo sorbirmi le accuse del fatto che “la maggior parte sono velati…”.
Lo stesso stress l’ho subito quando ero l’unico ad affermare che dovevamo citare l’identità di genere nei comunicati stampa accanto e alla pari dell’orientamento sessuale e mi sono dovuto sorbire il pippone sul fatto che non ci sono associazioni trans…
.Per finire,  lo stesso stress quando i transessuali mi tritano le sfere sul fatto che chi non è in transizione medicalizzata (secondo loro) cambierebbe ogni giorno nome e identità sociale….”non si definisce, non si espone”…

Mi chiedo…se quei pochi che si esporranno (bisessuali, trans non med, etc etc) dovranno pagare il “peso” di essere i primi e gli unici, allora è un circolo vizioso: nessuno si esporrà mai…o forse sono io masochismo o appassionato di polemiche a perseverare nonostante le avversità.

Pensateci…