Che Mario Giordano non sia gayfriendly è un fatto, ma prenderlo in giro, mettendo in dubbio il suo essere biologicamente uomo, e facendo orribili battute sui genitali, non mostra una malcelata transfobia?

Mario-Giordano

L’inconsapevole transfobia di chi prende in giro Mario Giordano per il suo aspetto

Da tempo, sul web, è comparsa una pagina che prende in giro il giornalista Mario Giordano, di area liberista, e non particolarmente gayfriendly.
La pagina, che ha più di 20.000 like, si chiama “Mario Giordano ha la f*ga“, e punta tutti i suoi meme sull’ironizzare sul fatto che Giordano, secondo gli autori, non sarebbe biologicamente uomo, ma nasconderebbe, sotto i suoi completi da uomo, dei genitali femminili.

“Illuminati di sinistra” che seguono la pagina e ne sono divertiti…

La pagina è seguita e commentata da molte persone che, dal profilo, si dichiarano di sinistra, e che avrebbero tanti motivi per attaccare Giordano per il suo conservatorismo, ma si divertono a dare seguito a meme di stampo misogino, transfobico e binario, in cui Mario Giordano viene preso in giro per il suo aspetto.

In molti post, il focus è che “non si può essere uomo senza avere il pene“, con gente che si rotola dalle risate e rilancia sempre su questo tema.

La reazione delle persone transgender dei social

Ho provato a confrontarmi sulla transfobia e sulla misoginia di questa pagina con altre persone transgender, ricevendo reazioni diverse:
attivisti indignati, e alcuni ragazzi giovani, sia in direzione ftm, che in direzione mtf, il cui approccio è stato “e fffattela ‘na risata!”


Di questo secondo gruppo di persone mi spaventano tre cose:
– la prima è l’incapacità di capire che Giordano può essere anche “omofobo”, ma la risposta non è attaccarlo col body shaming, esattamente come non trovo giusto attaccare Giuliano Ferrara e Mario Adinolfi attaccando la loro costituzione fisica
– la seconda è che posso capire la critica ai “boldriniani ortodossi”, ma non capisco l’eccesso opposto: trovare divertenti cose che hanno chiari contenuti misogini e transfobici
– alcuni di loro sottolineavano che la pagina non attacca “le persone trans”, e queste persone non erano capaci di elaborare il fatto che prendere in giro “colui che dice di essere uomo, ma sappiamo tutti che non ha il cazzo” ha chiaramente sfumature tranfobiche.

Quando accadono queste cose, mi chiedo davvero se esista una comunità trans, o se alla fine io senta affini semplicemente gli attivisti, ovvero coloro che hanno sviluppato una serie di “anticorpi” e che condividono dei valori, che hanno assimilato anche frequentando la stessa subcultura.

Fare ragionare i gestori della pagina: una battaglia contro i mulini a vento…

Ho contattato la pagina, in molti amici l’hanno fatto, ma non intendono cambiare nome o stile. Potrei condividere degli screenshot, ma finirei per prendermi magari io una denuncia di Mario Giordano, quindi potrete vedere le loro tristi “perle”, insieme non si sa a quante altre, visitando la pagina.
So che è un finale disilluso, da reduce di una sconfitta, ma ho pensato di scrivere lo stesso in merito, sperando che, più che puntare sull’oscuramento della pagina, possa essere un modo per riflettere sulla transfobia strisciante, che alberga persino in alcuni di noi.